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Sea Wind Kyosho, voliamo sull'acqua in silenzio

  • 02 Set 2004
Visto e piaciuto l'articolo di Bikko circa la Fairwind non posso che fare a meno di presentarvi l'altra barca di punta della Kyosho: la Sea Wind.
Barca prestazionale che segue in forme e caratteristiche gli yacht da Coppa America, un poco più impegnativa della sorella Fairwind per quanto riguarda l'uso e forse un poco meno per quanto riguarda la costruzione: la barca è accomunabile ad una macchinina da gara, optional estetici a bordo ve ne sono pochi, la coperta si presenta libera di ostacoli estetici tranne alcuni winch di cui peraltro alcuni vengono utilizzati per la ritenuta della scotta della randa, la vela principale, si può fare nota della presenza del dettaglio dei timoni a ruota, due, chiaramente a poppa; timoni che io per praticità  di trasporto non ho montato, sono l'unica cosa che spunta in altezza dalla coperta quando lo scafo è in fase di trasporto.
Il montaggio è decisamente semplice, dopo aver sgrossato le piccole bave di stampaggio dello scafo si può procedere o meno alla pitturazione e l'estetica è pronta, a differenza della sorella non ha tientibene, tughe o quant'altro: la Coppa America si vince bordeggiando, mica passando il tempo attaccati al frigo bar!
Si passa quindi al montaggio delle ritenute del timone e della sua losca (l'astuccio che attraversa lo scafo in cui poi passerà  l'asse del timone), si posizionano i passacavi in coperta, anche qui a mezzo viti e vitine in punti perfettamente indicati, quindi la piastra radio: servo normale per il timone e grande (sc 1/5) per le vele: interessante notare la disposizione di tutto che è a centro barca: il servo timone agisce sullo stesso a mezzo tiranti che vanno da centro barca alla poppa e le batterie della radio che sono disposte sotto il galleggiamento.
Le batterie sono disposte dentro ad una scatoletta senza coperchio sotto coperta: un consiglio che mi pare giusto è quello di forare il fondo della scatoletta in modo da permettere il defluire dell'acqua eventualmente imbarcata dal boccaporto, per la ricevente viene indicato il solito sacchettino e del velcro: occhio che il velcro si attacchi per benino!
Si passa quindi all'installazione della scotta principale di cui vengono forniti due schemi: con o senza il controllo delle vele, nota dolente può essere il fatto che in quanto al servo vele non venga proposto lo schema per l'installazione di un servo verricello, schema che è comunque normalmente presente nelle istruzioni dei servi, faccio comunque presente che il servo a braccio funziona egregiamente e costa la meta!
La reale diversità  tra l'applicazione di uno piuttosto che un altro è che per "cazzare" le vele con il servo a braccio, in caso di vento forte, può rendersi necessario prima "poggiare" un poco in modo da sventare le stesse per poi poterle cazzare con una forza minore, il problema di questo tipo di servo è che lavora con una leva decisamente sfavorevole e pur essendo piuttosto potente potrebbe avere necessità  di questo piccolo aiuto, come avviene sulle barche vere in presenza di vento forte. La cosa di fatto non porta reali condizioni di sfavore perché la barca è talmente invelata che non può uscire in condizioni di vento fresco: è necessario avere delle vele di superficie ridotta in caso di vento fresco o teso: non è questione di onda ma proprio di vela: con un refolo vola, con due stravola, con tre è meglio, come sulle barce vere, "prendere delle mani di terzaroli" cioè ridurre la superficie di tela al vento.
Passeremo quindi al montaggio di timone e deriva che come già  detto da Bikko non sono uguali: la Sea Wind ha il classico bulbo e posizioni e pesi della deriva e timone non sono regolabili: in compenso sono smontabili sempre: per trasportare la barca si smontano, oltre l'albero, deriva e timone e avremo quindi uno scafo perfettamente "insaccabile" motivo per cui non ho montato i timoni a ruota estetici si ma di facilissima rottura!
Siamo al termine, dopo poche minuterie di bordo si passa al bello: albero e vele: realizzato tutto alla giapponese: perfetto: canala in cui montare la randa e tutti i buchi lungo l'albero in cui montare strozzascotte e quantaltro.
Un consiglio: l'albero è divisibile a metà  ma io lo sconsiglio: ha un sistema che alla lunga porterebbe ad un consumo delle parti rovinandolo irreparabilmente: capisco sia scomodo portarsi in giro un albero di 1460 mm con tanto di vele attaccate, ma ritengo sia comunque la cosa migliore: le vele anch'esse sarebbe meglio non toglierle dall'albero: sono infierite nello stesso ed il metti leva non gli gioverebbe: una sacca per lo scafo ed una cartellina per l'albero con le vele. Insomma abbiamo finito: non ci rimane che assemblare iul tutto: la posizione di albero e vele è completamente regolabilein tutte le direzionicome anche l'escursione delle due l'una rispetto l'altra, fare una cosa normale non è un problema ma se si fa un Glossary Link assetto come si deve la barca cammina il doppio.
Non dico assolutamente che sia ne meglio ne peggio della Fair Wind: io stesso sono stato molto in dubbio tra l'una e l'altra: alla fine ho optato per questa. Vi do un paio di dati:
Lunghezza: mm 998
Larghezza: mm 226
Altezza: mm 1870
Superficie velica: dmq 39
Peso: g 3000

E' una barca diversa da quella di Bikko: non si può fare il paragone perchè la Fair Wind è una barca con cui si può uscire con qualsiasi vento e qualsiasi mare (nei limiti della ragione), con la Sea Wind si esce al massimo con vento apena fresco e senza onda: se c'è onda mollaci subito perché quella va gi๠con la prua nelle onde che il sottomarino Robbe ci fa un baffo: ergo: o porto o lago o giornate di grande calma.
Nota: le batterie possono venire alloggiate all'esterno per ottenere veloci variazioni d'assetto.

A presto
Luca

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