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Venerdì, 23 Agosto 2019
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Il C.I.M.M. di M gane e AndreaBEAST

  • 04 Ott 2004
Sono Mègane, e invio questo magnifico racconto, frutto della materia grigia mia e di quella che rimane dentro la scatola cranica di AndreaBeast, ormai Glossary Link coppia fissa con Mègane.
Le parole che vedrete in rosso sono state aggiunte in un secondo momento (quindi sono parte integrante del racconto), mentre quelle in blu sono state aggiunte da The Beast in tono MiB-skerzoso (e personalmente, anche ricordando i momenti passati, mi hanno fatto morire dal ridere).
Guardate voi se sia il caso di pubblicarlo oppure di mandarlo al Circo Orfei, che giusto in questi giorni passa per Mantova.
Se potrà  essere pubblicato, vorrei fare il fighetto100% e, se possibile, vorrei vedere anche il faccione mio e di The Beast, oppure la mia RR evolution by Nodo.
Ciao Ragazzi e ci si vede e vedrete cosa vi sta combinando questo cinghialo setolosssssso di Mègane
Saluti a todos

Mègane

Il mio primo Campionato Italiano .affrontato da pischello neofita .categoria esordienti gran bella esperienza  mi ha dato la possibilità  di incontrare i mitici del forum, imparare da loro anche stando solo a guardare le loro mosse ai box e di sentirmi orgogliosamente parte del Team MiB nella mia prima gara importante .

Sabato 31 luglio ore 7:00, la sveglia. (poverino, pensa che io mi sono svegliato alle 4:40 ed alle 6:45 ero già  in pista..) controllo le ultime cose stando attento a non dimenticare nulla, mi vengono in mente le parole del Seny la sera prima : Se puoi vieni con le pile ..possibilmente cariche , a ricordo della mia prima gara al Cardans, affrontata con il pacco pile da 1800mAh ..lasciato in salotto(Bhe, mi separano circa 40Km dalla Cateragna, (si ma ci metti 10 minuti...) e più o meno al Km 25 mi sono fermato temendo di essermi dimenticato il Sanwino).

Comunque arrivo alla Cateragna, è la prima volta che la vedo in veste C.I., sembra diversa, inoltre c' è un vero e proprio fiume di piloti, di modelli, di meccanici: a stento riesco a parcheggiare la macchina nel prato antistante il circuito.

Il ritrovo è con il mio ormai inseparabile amico AndreaBeast, bombardato la settimana prima di telefonate del tipo ma secondo te è normale che la ruota sia rotonda?  il freno frena troppo  lo sterzo sterza di brutto ; l'angoscia di non riuscire a combinare nulla e fare la figura del pollastro svanisce comunque all'improvviso, ora è arrivato Andrea (ci faremo da meccanici a vicenda), e anche il resto del team MiB: con Bikko & C. per non riuscire a gareggiare bisogna proprio che il modello me lo sia dimenticato a casa.(a proposito, provo a guardare nel baule, non si sa mai .).

Le prime ore del Sabato mattina passano velocemente tra messe a punto, iscrizioni, strategie di gara, ritiro numeri e risate by MiB, che servono placare la tensione accumulata, oramai prossima al limite: nonostante sia novello, capisco subito che l'aria che si respira è diversa dalle gare del Cardans da poco concluso; non che al C.I. ci sia gente antipatica e con il coltello fra i denti, ma si percepisce che la posta in palio è più alta, il livello ed il prestigio della competizione di categoria superiore c' è, e   si sente, tanto.

I box sono a dir poco affollati; tra messe a punto, rodaggio motore, carburazioni varie ed inconvenienti dell'ultimo minuto a stento ci si riesce a capire, per parlare chiaro bisogna quasi urlare, mi sembrano box di competizioni 1:1, la concitazione e le azioni compiute sono le stesse, ma in scala 1:8: meno male che il buon Nodo ci ha tenuto il posto (e si ciccio e io, dov' ero ?, a dire la verità  io e il Nodo volevamo recintare e creare un MiBox ma ) i MiB possono così avere un angolo completo di box tutto per loro, e ci si sta bene, anche se i ricambi e l'attrezzatura portata sembrano non finire mai.

Iniziano le qualifiche e sono in terza batteria, parto quindi dopo Andrea e dopo praticamente tutto il Team MiB; inizio con una tachicardia da ricovero, però riesco ad arrivare secondo in tutti e due i turni: alla fine delle due manches sono quarto assoluto, risultato già  di per se ottimo ed insperato, sono molto soddisfatto.

Il livello di competitività  è alto, non puoi fare errori anche se sei negli esordienti, poiché il recupero per le primissime posizioni sarebbe molto difficile, e devi mettere gi๠ il modello al meglio delle possibilità , eventuali problemi tecnici genererebbero un gap difficilmente colmabile; non parliamo poi della variante sfiga: ne sa qualcosa Andrea(e si ne so mooolto di sfiga .), che nel poco che riesce a girare è filante, pulito, gira molto regolare e il modello disegna perfettamente il suo stile di guida sull'asfalto. (guida placida e pulita)

Peccato però che il suo testarossa, fino ad 1 secondo dall'inizio della competizione impeccabile, decida di ammutolirsi e fargli saltare la prima sessione di qualifica, dando così inizio ad una turbina di sf .ortuna che non permette al mio socio di entrare in finale, che sarebbe stata ampiamente meritata, sia per la sua guida, sia per la preparazione dedicata al suo modello. ( onestamente c' è stata anche imperizia di guida da parte mia, Ok la sfiga ma .)

La prima giornata di gara è finita; io e Andrea carichiamo tutta l'attrezzatura in macchina, ci avviamo (è mio gradito ospite) verso casa e, dopo una pulizia ai modelli e .a noi stessi ci rilassiamo aspettando cena, ed ovviamente il discorso è tutto centrato alla gara: cosa fare per il giorno dopo, dove migliorare, dove intervenire, ed alla fine commenti sugli altri partecipanti e sulle altre categorie: la tensione per poche ore molla la sua presa, salvo alzarsi con noi la mattina seguente.

Dopo una buona cena ( il miglior risotto mai mangiato in vita mia ) inutile dire che ci ritroviamo praticamente subito con i modelli in mano: il mio problema principale è rappresentato dal motore: se nelle prove si era comportato come al solito benissimo, in qualifica aveva avuto qualche vuoto  preoccupante; la sera intervengo, quindi (come mi consiglia Andrea) ( più che consiglio è stato costringere con la forza sotto minaccia) sulla scocca, cercando di far respirare quanta più aria fresca possibile al motore e facendo uscire quella calda; e così via con altri interventi di messa a punto fino all'una di notte circa, dopo di che si va a dormire (finalmente).

La Domenica mattina sveglia alle sei, mi chiedo subito come farò a guidare visto che non riesco a tenere aperti gli occhi, mi consolo guardando la situazione fisica di AndreaBeast: (cadavere ambulante semincoscente) veloce prima colazione, caricamento baule macchina non senza qualche difficoltà  (ricordo di aver fatto almeno una volta retromarcia) (e si mi sono dimenticato una cosa sul tetto della mia makkina), e via alla Cateragna.

La Domenica mattina cerco subito (e con un po' di concitazione) una buona Glossary Link carburazione al mio OPS (e ancora una volta interviene Andrea, che opera con precisione chirurgica) ( so maco ); ora tutto è a posto, il motore è il solito gioiello di regolarità .

Finisco l'ultimo turno di qualifica e sono sempre secondo, quinto assoluto e quindi per una posizione e per circa un secondo manco l'accesso diretto in finale, ora la mia preoccupazione è rappresentata dalla semifinale A alla quale devo partecipare: parto in pole ma ci sono avversari più dotati di me, ci sono buone possibilità  che il mio Campionato Italiano finisca adesso (e non sarebbe comunque stato un risultato da buttare): finisco invece secondo, dopo una gara concitata all'inizio ma che mi vede stabilmente in seconda posizione, con il primo che ha preso praticamente il volo , e mantengo comunque un rassicurante margine sul terzo: ho l'accesso in finale, sono felicissimo perché è l'obiettivo di tutti, ora posso stare tranquillo; in ogni caso, sono entusiasta di aver centrato questo traguardo, una finale all'Italiano al mio primo anno di avvicinamento alle gare, anzi con praticamente tre gare alle spalle, non è male.

Forse è per questo motivo, l'essere già  ampiamente appagato, che affronto la finale con calma, succeda quello che succeda, ormai la mia coppetta non me la toglie nessuno, anche decimo al Campionato Italiano è un gran risultato ; controllo il modello e cambio le gomme posteriori (all'avantreno trattamento gomme by MiB,come del resto dalla prima qualifica, la differenza di grip è impressionante)  con  calma e flemma mai viste nei due giorni di gara, sembra quasi debba fare un paio di sgasate in compagnia con in palio una birretta pagata (a proposito, abbiamo risucchiato tutte le birre al patataro, incredibile). (meno male che ci penso io alle scorte )

Prendo il transponder e il numero di gara per la finale: parto settimo, mi avvicino con i miei fidi meccanici al palco con tutto ciò che serve, come al solito: due-tre minuti per qualche giro di pista, e poi, schieramento.

Come inizia la fase dello schieramento sento  che qualcosa non va, provo ad accelerare ma, complice l'inesperienza, il modello si spegne.

Il mio mekkano, arrivato esclusivamente per aiutarmi e per coadiuvare AndreaBeast, mi guarda triste e inizia a correre per accendere il modello che, come si appoggia sulla cassetta, si mette in moto (povero Massimo, patisce il caldo, è un bagno di sudore, ma non mi ha abbandonato, sapendo della mia agitazione perenne .gli amici veri eh?) ( e si, l'apporto di Max è stato fondamentale, abbiamo anche studiato la procedura per rifornire nel miglior modo possibile) inizia così per me una finale in salita, dalla decima posizione.

Sarà  comunque per il motivo citato prima, sono tranquillo, qualunque risultato va bene, e quasi senza accorgermi inizio a rimontare e mi ritrovo quarto, ad un certo punto mi accorgo che sto addirittura raggiungendo il terzo .., un po' dallo speaker, un po' dai box, capisco che i primi due continuano a duellare, ma io sono molto distante: il mio obiettivo è quindi mantenere il terzo posto, sarà  dura, dietro di me continuano a spingere.

In due-tre giri succede l'imprevedibile, i primi due accusano problemi (complice qualche toccata ), e riesco addirittura a passare in testa quando sono a più di metà  gara: incredibilmente riesco comunque a mantenere la calma, anche se, quando sento lo speaker che scandisce le posizioni, mi viene un tremito, ma subito mi rituffo concentrato sulla guida.

Bhe, senza rendermene conto riesco a mantenere la testa della gara e vincere, solo negli ultimi giri, quando capisco che sono vicino alla mia piccola impresa, inizio ad avere con la Sanwa un rapporto scivoloso come si ha con una saponetta bagnata, ma alla fine passo sotto il transponder per l'ultimo giro, e penso subito è fatta! .

Mai avrei pensato di riuscire, un giorno, a vincere un una qualsiasi gara, figuriamoci un Campionato Italiano, ma un mio piccolo sogno si è avverato!!

Nella commozione più pura gli avversari si complimentano con me mentre scendo dal palco, io senza capire praticamente nulla ringrazio tutti, stringo mani e sorrido, mentre Massimo ed Andrea mi fanno cenni di vittoria dai Box, un' emozione fantastica! ( confermo, emozione e gaudio indescrivibile)

Vorrei a questo punto dire ancora grazie ai miei fidi mekkanici, può sembrare un discorso scontato, ma un pilota può anche avere i pollici d' oro, ma se non ha dei mekkanici capaci, veloci ma precisi, che danno il 200% per lui e per il suo modello, quel pilota può anche spegnere la radio, perché molto difficilmente riuscirà  a combinare qualcosa, le vittorie sono del Team, non del singolo, i vincitori siamo noi: io, Andrea, Massimo.

La premiazione è l'apoteosi per me, sono felicissimo, soddisfatto, incredulo .è la prima volta che capisco cosa vuol dire vincere una gara con tanti avversari competitivi, è un' emozione indescrivibile.

Questo è, in sintesi (più che potevo), il mio C.I., due giorni indimenticabili, che mi hanno insegnato moltissimo, sia dal punto di vista modellistico che dal punto di vista umano,mai dimenticherò tutte le emozioni vissute a Castelvenzago, gli amici conosciuti, il gruppo del Forum Mantua, ma soprattutto, e lo dico specialmente ai novelli come me, a chi ha appena preso il maggiolino 2wd e si inkazza con lo strappino perché la corda si spezza:non bisogna mollare, non arrendersi, perché per le inkazzature, per le fregature (tipo arrivare sul piazzale con il maggiolo, tentare di avviare, maggiolo rotto, tornare a casa dopo aver perso la notte prima per preparare il modello) ci passano praticamente tutti (io ho il callo ormai), ma se uno ha passione, la dedizione e la pazienza alla fine arriva dove vuole arrivare, i risultati arrivano quando meno uno se lo aspetta, e il proprio premio non glielo porta più via nessuno, è suo e del suo modello, come il ricordo di una piccola grande impresa.

Mègane   

 




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