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HPI MICRO RS4 1/18

  • 04 Feb 2004
Eletta Auto Radiocomandata dell' anno 2002 dalla rivista Radio Control Car Action la Micro RS4 prodotta dalla giapponese HPI è l' auto che ha lanciato la moda (in continua espansione) di modelli dalle dimensioni ridotte ma concepiti come vere e proprie 1/10. La scatola si presenta bene, di un bel cartone robusto con tante foto e disegni della macchina e dei suoi particolari, è dotata di una maniglia di trasporto ed è concepita per trasportare macchina e radio una volta terminato l'assemblaggio. Il manuale, come da tradizione HPI, è ben concepito, in una discreta carta patinata, e corredato da disegni di buona fattura e da foto della minuteria da utilizzare in scala 1:1. All'interno della confezione troverete tutto quello che vi serve per montare il Glossary Link telaio (vi basterà  un cacciavite a croce per eseguire il montaggio), un motore stock classe 180, tre serie di cerchi di diverso disegno, quattro pignoni di altrettante dentature differenti per adeguare la rapportatura al tracciato, e una Glossary Link carrozzeria in lexan molto ben fatta completa di adesivi e mascherature per i vetri. Il prezzo di listino in Italia è di 186€ per la macchina soltanto.

Il Montaggio
Grazie al ridotto numero di pezzi di cui è composta la macchina, e all'ottimo apporto dato dal manuale, il montaggio si completa in poche ore, e scorre via senza grossi problemi. Unico punto da tenere ben presente è la sbavatura dei satelliti del differenziale anteriore, da farsi con estrema cura per ottenere un movimento fluido. Se poi, come nel mio caso, preferite usare un pacco da 5 celle 2/3AA invece del portapile per 4 stilo contenuto nel kit, bisogna costruire un piccolo tampone di 1,5mm di spessore da posizionare tra telaio inferiore e pacco batteria, in maniera che quest' ultimo non vada ad interferire con la cinghia di trasmissione compromettendo la scorrevolezza.
Per ottenere un giusto gioco tra pignone e corona e tra assale e banchino posteriori, consiglio il solito metodo della strisciolina di carta inserita tra le parti in questione prima di procedere al serraggio delle viti a brugola.
La prima grande novità  che questo modello porta nel settore delle micro è il fatto di utilizzare elettronica di dimensioni standard: una ricevente, un ESC e un normale servo economico e il gioco è fatto. Siamo pronti!!!

Il Modello
Ci troviamo davanti quindi al modello montato: una piccola touring 1:10 con trasmissione a cinghia singola tra i due assi e motore che impegna direttamente sul differenziale posteriore. Il telaio è un classico double deck  con piastra inferiore in FRP (Fiber Reinforced Plastic, o vetronite se preferite .) e piastra radio superiore in plastica morbida. Il retrotreno è a ponte rigido, fissato direttamente al telaio e sfrutta la flessibilità  della piastra inferiore (appositamente scaricata) per ottenere mobilità ; un ulteriore ammortizzatore a molla posizionato tra banchino e piastra radio permette di regolare la rigidità  in flessione del retrotreno. All' Glossary Link avantreno troviamo due sospensioni indipendenti a doppio triangolo, con i bracci inferiori fissi (il Glossary Link fusello scorre nella sede apposita del braccio) e i superiori mobili con sfere di collegamento ai fuselli e ammortizzatori centrali azionati con sistema cantilever. Purtroppo nessuna delle tre unità  ammortizzanti è idraulica, ed una certa azione frenante la si può ottenere solamente cospargendo gli steli di grasso apposito (che HPI vende in varie durezze, insieme alle molle di varie rigidità ). Il motore 180 è fissato su una piastrina in ergal anodizzata in un bel fucsia (come pure la cassa del differenziale anteriore e i distanziali dell'asse posteriore). I cerchi sono abbastanza particolari, per ogni ruota abbiamo: un cerchio a cestello permanentemente fissato al mozzo e con diverse scanalature, e un complesso cerchio+gomma che va ad incastrarsi su di esso, a seconda della scanalatura che decideremo di seguire nel momento in cui andremo a fissare il cerchio vero e proprio, otterremo una Glossary Link carreggiata diversa (la battuta di ogni scanalatura è diversa), con tre possibilità  all'avantreno e quattro al retrotreno. Il retrotreno inoltre può essere montato in due posizioni differenti, questo permette di avere un passo di 140 oppure 150mm, ovviamente la cinghia di trasmissione per i due passi e differente, e all'interno del kit trovate solo quella adatta al passo della carrozza contenuta nella scatola. Il differenziale posteriore è a 4 satelliti non regolabile, quello anteriore è a 2 satelliti, regolabile tramite una molla che preme contro i satelliti stessi. Il moto è trasmesso alle ruote tramite omocinetici in plastica (all'anteriore, al posteriore c' è un unico asse in acciaio). Tutta la trasmissione gira su cuscinetti a sfere schermati in gomma di ottima qualità .

Partiamo?????
Finito di montare il kit installo un servo economico, un regolatore LRP Quantum Micro (nato appositamente per questa categoria e già  cablato con i giusti connettori), una ricevente Novak, realizzo un supporto attorno al quale arrotolare il cavo d' antenna per non farlo uscire dalla macchina, carico il pacco da 5 celle 1100mAh, e sono pronto . La carrozzeria da me scelta è quella della Dodge Viper, passo 140 e larghezza massima sia all'anteriore sia al posteriore; sul liscio cemento su cui sto girando la macchina si comporta benissimo: il peso ridotto e il buon avantreno le forniscono un inserimento in curva irreale, purtroppo da metà  curva in poi i limiti delle gomme dure fornite di scatola si fanno sentire, e la macchina scappa facilmente in un Glossary Link sovrasterzo non facilmente controllabile a causa della scarsa potenza disponibile. Passiamo sulla moquette, e la situazione peggiora: ora il grip fornito dalle gomme posteriori è decisamente insufficiente a percorrere le curve alla velocità  a cui il telaio fa capire di poter andare così si comincia ad intervenire!

Un etto di anabolizzanti per la piccola!
Parto, come ovvio viste le reazioni, dal cambiare le gomme posteriori con le gomme soft prodotte dalla stessa HPI, e la piccolina migliora: ora l'assetto è corretto, le risposte della macchina immediate, ma soprattutto sincere, molto più sincere di quelle di qualsiasi altra auto in scala così ridotta, è veramente una Touring! Una cosa impressionante che noto (per l'ultima volta) è l'elevata autonomia (circa 45 minuti) che il pacco Orion è in grado di fornire col motore stock.
Ben presto però la voglia di vedere quanto può fare  un microbo del genere prende il sopravvento . Sostituisco il motore di serie con un Super Modified 45 spire prodotto da HPI, rodato a basso voltaggio per 40 minuti in un apposito liquido per ottenere un perfetto rodaggio dei carboni, monto un pignone (sempre HPI) in acciaio al posto dell'originale in plastica, e sostituisco il differenziale anteriore con uno scatto libero, con omocinetici in acciaio, e ributto la creatura in pista .. la potenza (incredibile le prime volte) che il micromotore HPI è in grado di generare è realmente eccessiva, la macchina raggiunge velocità  balistiche sul rettilineo, ma in curva bisogna guidarla con i pollici felpati pena testacoda continui; ogni staccata, anche per uno come me abituato allo scatto libero e quindi a frenare solo con le ruote posteriori, è un incubo, che si fa?
Dopo un rapido esame mi vien da dire che le masse in gioco sono talmente ridicole che una variazione di durezza delle molle sia solo un palliativo, bisogna ricorrere a rimedi più drastici Regalo quindi alla mia Micro quattro scarpine in spugna Trinity (prodotte, come consuetudine, dalla GRP), nelle mescole Magenta (soft) al posteriore e Pink (medium) all'anteriore, l'apocalisse!!!! La macchina ora è inchiodata per terra (il limite delle coperture HPI è davvero evidente, ora) il motore si può sfruttare in tranquillità , la scelta dello scatto libero anteriore, con così tanto grip, si rivela azzeccata: la macchina entra ed esce dalle curve come un meteorite! Ovviamente questa velocità  assurda si paga in termini di consumo, e l'autonomia si è dimezzata . Però per quei 20 minuti .

Un ultimo appunto: in un anno di utilizzo non ho mai rotto niente, a conferma della robustezza dei materiali usati da HPI, ma l'uso con motori potenti e su superfici con elevato grip porta alla completa distruzione della cassa del differenziale anteriore nel punto in cui questa riceve il moto dalla puleggia anteriore. HPI si è accorta di questo e in vendita si trova una (costosissima) cassa del differenziale interamente ricavata dal pieno di ergal che mette fine una volta per tutte a questo problema.

Pregi
· Comportamento sincero
· Realizzazione molto buona
· Ospita elettronica standard
· Prestazioni (di scatola) molto ben bilanciate

Difetti
· Prezzo di listino un po' elevato
· Se si aumenta la potenza del motore bisogna intervenire su molti elementi per rendere la macchina guidabile e affidabile
· Gomme di scatola (posteriori in primis) non eccezionali

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