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Riesumazione Kyosho Turbo Inferno

  • 13 Giu 2006
Vi presentiamo un restauro da parte di Lorenzo Felici, della Turbo Inferno che venne presentata ufficialmente nel 1993 e doveva rappresentare la degna successione per la plurivittoriosa Inferno. Le vittorie non tardarono ad arrivare, raggiungendo l'apice nel 1994 con la vittoria, insieme al motore OPS, del titolo mondiale off road a Kirschlag per mano di Maurizio Monesi. In seguito venne succeduta dalla Kyosho Inferno MP5 che ne raccolse degnamente la pesante eredità ...
La macchina è una Kyosho Turbo Inferno, almeno così mi hanno detto quando pochi giorni fa mi è stata regalata da Simone, un amico nonché altro componente del team Brama di Perugia. E' stata la sua seconda macchina, comprata nel lontano 1998. Al momento in cui mi è stata consegnata era riposta in uno scatolone di cartone, completamente a pezzi. Un rapido controllo e mi sono reso conto che i pezzi erano molto più numerosi del necessario...quasi si può fare una seconda macchina. Una ricerca in internet e....trovata...Turbo Inferno, predecessore della Mp5, campione mondiale nel 1995. Trovate anche varie foto, ma la mia macchina non era uguale a nessuna di quelle in foto...o perlomeno le geometrie, plastiche e diciamo i gruppi anteriore e posteriore erano quelli, ma piastra radio, centrale, Glossary Link telaio e castelli motore no...
Comunque iniziamo a raccontarvi della riesumazione.
Inizio con l'anteriore e quindi con il differenziale. Corona e pignone conico sono praticamente nuovi. Smontato e aperto, anche satelliti e planetari sono in ottime condizioni. Dopo aver consultato un pò di piloti di off-road che mi consigliavano di mettere all'anteriore dell'olio siliconico dal 7.000 al 10.000 opto per quest' ultimo pensando di avere più trazione in uscita di curva. Richiudo il differenziale e ripulisco bene i cuscinetti. Si, avete capito bene, ripulisco e non cambio, poiché gran parte dei cuscinetti montati sono ancora più che buoni. Quindi una bella sgrassata, oliata e li rimonto. Procedo con il montaggio dell'anteriore ponendo il differenziale all'interno della cassa in plastica, rispessorando bene l'accoppiamento con il pignone conico. Infilo poi i bracci inferiori, attaccati alle spalline per mezzo di 2 perni con relativi o-ring. Stesso sistema per i bracci superiori, che vengono posti fra una spallina di plastica e il supporto degli ammortizzatori, di un bell'ergal anodizzato azzurro. I Bracci prevedono anche la variazione del recupero di Glossary Link camber come si può vedere dalle foto. Infilo poi le C fra i bracci e noto una modifica che consiste nell'inserimento di due piccoli cuscinetti ( uno superiore e uno inferiore ) nelle sedi delle viti che poi fisseranno il Glossary Link barilotto. Geniale. Poi monto il Glossary Link salvaservo ( perfetto ) e la piastrina che lo collega alla cellula anteriore.
Procedo ora con gli ammortizzatori. Li apro, li svuoto e li guardo attentamente per cercare di capire se ci sono danni a steli o corpo. No, tutto ok. Poi guardo i pistoncini e mi accorgo che sono tagliati lateralmente. Quindi opto per del 450 e li rimonto. Le molle sono quelle originali. Da dire che gli ammortizzatori sono ancorati in basso con il sistema che adottava la Crono Expert, ovvero con un perno che si infila nel braccetto e tiene l'ammortizzatore e un grano che dal braccetto blocca il perno.
l'unico problema riscontrato per l'anteriore è stato quando mi sono accorto che i cuscinetti esterni dei barilotti ( belli, in acciaio ) erano andato e dovevo smontarli. Sono andato per sfilare l'omocinetico ma non voleva saperne. Alla fine tra martelli, morse e compagnia bella sono riuscito a sfilarli ma anche con i cuscinetti nuovi facevano lo stesso. Messi sul tornio, una passata et voilà , omocinetici precisissimi e una volata per terminare l'anteriore, inserendo i trascinatori da 19 e le barre antirollio, che sono incastrate fra cassa in plastica e piastra ammortizzatori, quindi è stato necessario rismontarla.
Cerco ora nella scatola il telaio, ce ne sono 2, di cui uno anodizzato blu ( naturalmente un pò scolorito ma comunque bellissimo ) e opto per quello. Monto l'anteriore e sono pronto per il centrale. Anche qua differenziale perfetto, lo riempio con un 5.000 e lo richiudo. Cerco poi la corona centrale, ce ne sono 2 anche di queste e opto per quella messa meglio. Metto le spalline in plastica, le camme e la piastra superiore che le tiene unite. Poi è giunto il momento di cercare il freno, c' è anche questo, ma è di materiale plastico con le pasticche in acciaio. Non mi piace molto, nella scatola ce n' è un altro squagliato e non voglio fargli fare la stessa fine. Cerco tra gli scaffali del negozio Brama ( che devo doverosamente ringraziare per il supporto ) un altro disco e...op, trovato, in acciaio e alleggerito. Non mi resta che prendere una lamina di ferodo ed incollarlo alle pasticche con della colla cianoacrilica, lo faccio e ritaglio bene il contorno del ferodo. Nella foto potete vedere bene il freno montato all'anteriore. Al posteriore invece monto il freno in plastica lasciandolo molto lasco per non rischiare di squagliarlo. Monto il tutto sul telaio cercando il Glossary Link cardano appropriato, spessorandolo sul bicchierino del differenziale anteriore con un pezzetto di tubino di silicone.
Passiamo al posteriore, dove ho avuto la sorpresa più grande. Cercando il differenziale ne ho trovato uno come quello anteriore, un altro con la corona conica sgranata e...bellissimo!! Esce fuori un differenziale fantastico, in metallo anodizzato verde, con dentatura della corona e pignone conico che fa veramente paura: denti dritti e veramente grandi! Non so se la foto rende l'idea.... Lo apro, guardo che tutto fila alla perfezione e lo rimonto con del grasso nero e non con del 1.000 , non perchè vada meglio, ma semplicemente perchè non ne avevo più :-D Solita sgrassata ai cuscinetti e via, posto dentro la cellula in plastica. Unico appunto da fare è che in questo differenziale i bicchierini sono in stele Crono, quindi infilati semplicemente, mentre in quello anteriore erano tenuti in sede da un perno dall'interno del differenziale stesso. Stesso procedimento per la parte posteriore rispetto all'anteriore, quindi monto bracci inferiori, superiori, barre, piastra ammortizzatori e barilotti. C' è da dire che qui gli omocinetici vanno bene e anche i cuscinetti. Da notare che al posteriore il recupero di camber è sia dalla parte del diff che sul barilotto, con quattro fori disponibili. Bello anche vedere gli ammortizzatori (che carico anche questi con del 450) disposti davanti al braccio e non dietro. Cerco il cardano appropriato e monto anche la parte posteriore, questa volta non è necessario spessorare e c' è anche un tirante di irrigidimento da cellula posteriore a telaio.
Il più è fatto, cerco ora i supporti motore, e trovo un bellissimo Glossary Link monoblocco alettato e anodizzato azzurro ( cacchio sta diventando molto più bella della mia Mantua ) che monto subito sul telaio. Il serbatoio invece non è presente tra i pezzi, ma quello Radiosistemi della Crono Rs-03 che trovo in giro va benissimo e lo monto. Mi dedico ora alla piastra radio, in ergal da 2mm forata ed alleggerita, tenuta da una Glossary Link colonnina di ergal all'anteriore, alle colonnine del centrale e alla classica scatola porta pile-ricevente kyosho. Monto i due servi che ho ( Hitec 925 e 945)e fisso il tutto al telaio. Qui ho una sorpresa: il freno posteriore tocca nella scatola radio,quindi decido di asportarne una parte e tapparla con della colla a caldo. Fatto, ora non striscia più nulla e la macchina scorre libera.

Una parte del racconto è doverosamente dedicata al motore. Anzi ai motori. Sì, perchè da vari Cipolla,un vecchio Pas ( che non so neanche che motore sia ) e grazie all'aiuto del buon vecchio Dremel, è uscito un motorello niente male senza cambiare nessuna parte, tutta roba usata....e quando dico niente male....dico che dovete vederlo, battagliare con gli M8 e gli P5. Forse gli manca qualcosina sotto, ma rimedieremo.....
Montato anche il motore faccio la tiranteria e se per quella dello sterzo non ho avuto problemi, quella del gas è stata un pò laboriosa e sia io che Simone abbiamo dovuto studiarci un pò per riuscire a farcela... ve l' ho detto, non abbiamo trovato nessuna immagine della macchina di allora che sia uguale alla mia. In poche parole il servo del gas è troppo avanzato rispetto alla camme posteriore, e non si riesce a fare una tiranteria decente per il freno post ne tanto meno per l'apertura del carburatore, con la scatola rx che da fastidio.. Quindi è stato necessario asportare il freno posteriore (se lo sapevo prima non aprivo la scatola dove strisciava cavolo) e far passare la tiranteria del carburatore all'interno della camma posteriore, per permettere un buon lavoro del servo. C' è da dire che così la macchina ha la frenata solo sull'anteriore, ma dopo averla provata direi che basta ed avanza, tanto è che sono stato costretto dato l'alto rischio cappottamento a togliere freno dalla radio e successivamente distanziare le pasticche...
La macchina è pronta, monto le gomme originali da 19 e la carrozza originale, dopo averla ripulita e aver attaccato qualche adesivo. l'alettone posteriore invece è stato tolto per decenza (mamma mia come era ridotto) e al suo posto ha fatto capolino un bellissimo Proline bianco.
Nella prova in pista la macchina si comporta egregiamente, considerata l'età  e che non mi sono impazzito per nulla nell'assetto (montata e messa già¹), è veramente ottima. Abbiamo girato a Torricella ( vicino al lago Trasimeno), pista che fa mettere le mani fra i capelli ai piloti per la difficoltà  della macchina di stare in strada data la presenza di un fondo battuto, pieno di buche e saltellamenti, erba in qualche punto e la difficile curva dopo il dritto dei box da fare in pieno e la macchina era sui binari, voi non ci crederete, e non ci credevo neanche io, sinceramente. E come cantava il motore.... Unico neo riscontrato i numerosi giochi all'anteriore sulle ruote, che si dovrebbero risolvere adottando i trascinatori da 17 in quanto il gioco è proprio sulla plastica del cerchio.

Tra le prossime modifiche ci saranno appunto i trascinatori da 17 per montare qualsiasi gommatura e una carrozza nuova, naturalmente senza buttare questa, che rimarrà  simbolo della macchina dell'epoca.

Un saluto a tutti e la raccomandazione di non buttare via modelli vecchi perchè, se rimessi a nuovo, saranno capaci di darvi ancora immense soddisfazioni...
Ringrazio ancora Simone Corti, ex proprietario della macchina nonché pilota del Team Brama e Stefano Cecchini, proprietario del negozio Brama Modellismo, per avermi assistito e dato una grossa mano per la sistemazione della gloriosa Kyosho Turbo Inferno.


Lorenzo Felici,
Brama Racing Team

Il telaio. Notare il supporto motore monoblocco alettato anodizzato azzurro.

Gruppo anteriore e centrale sul telaio. Notare il disco freno alleggerito e pasticche con ferodo

Il differenziale anteriore e il fantastico differenziale posteriore anodizzato verde. La dentatura fa spavento...

La C, notare la modifica con i cuscinetti.

La macchina con i cerchi originali (esagono del 19), Glossary Link carrozzeria originale, alettone proline e motore by Felici.

Tutto il telaio montato.

Vista laterale.

Vista posteriore della macchina.

Zoom sul posteriore. Notare che gia da questo modello era possibile applicare i raschiafango sui barilotti posteriori...

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